Puccini e una sfida chiamata Bohème

Come diventare artista della vita

Puccini e una sfida chiamata Bohème

Le sfide artistiche hanno prodotto sempre scintille profumate. Quella musicale che vi raccontiamo oggi ha per protagonisti due amici, la cui stima musicale ed umana era forte e reciproca.

Narra la storia che Puccini e Leoncavallo si incontrassero nel 1893 casualmente presso la Galleria De Cristoforis a Milano e venissero a scoprire che il soggetto della nuova opera di entrambi era lo stesso: Scènes de la vie de bohème di Henri Murger.

Per il baldanzoso Puccini la scoperta non fu sconvolgente, come troviamo detto in una sua lettera: “Egli musichi, io musicherò. Il pubblico giudicherà. La precedenza in arte non implica che si debba interpretare il medesimo soggetto con uguali intendimenti artistici”.

Invece Leoncavallo si precipitò dal suo editore Sonzogno che era anche impresario del Teatro La Scala, per concordare una strategia pubblicitaria che impugnasse il suo diritto di precedenza. Così sul giornale “Il Secolo” fu annunciata l’uscita imminente della nuova opera da parte del brillante autore della tanto amata Pagliacci, mentre “Il Corriere della Sera” fu ancora più dettagliato. Nel giornale milanese, infatti, venne sottolineato come Leoncavallo stesse lavorando alla Bohème già da alcuni mesi, mentre Puccini si era interessato soltanto da pochissimi giorni all’opera.

Ad ogni modo Puccini riuscì a completare l’opera prima di Leoncavallo, tanto che le due première differiscono di ben quindici mesi.

Il 1º febbraio 1896 La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne Arturo Toscanini.

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Bozzetto di Adolf Hohenstein per il costume di Mimì per il I Atto della prima rappresentazione

 

Il tempo ha dato ragione alla visione musicale del compositore toscano: la sua Bohème è una delle opere più eseguite ed amate dal pubblico di sempre ed ha festeggiato il suo 120esimo compleanno con la luce e l’energia di una debuttante entusiasta.

Qui sotto il valzer di Musetta cantato da Anna Moffo con la sua voce stupenda e la morbidezza di un angelo.

E per chi fosse curioso di sentire la voce del grande Maestro, la potete ritrovare qui.

Laura De Santis

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