Soffri ma sogni – Le disfide di Pietro Mennea da Barletta

Come diventare artista della vita

Soffri ma sogni – Le disfide di Pietro Mennea da Barletta

La vita sportiva e privata di un uomo che, dotato di un grande spirito di sacrificio, ha condotto una lunga stagione di vittorie e successi.

Alla stregua dei Supereroi dei fumetti, gli idoli (inter)nazionali a cui, da sempre, milioni di persone si ispirano sono senza dubbio rappresentati dai “campioni” dello sport che, di generazione in generazione, emergono nelle varie discipline agonistiche. Il calcio, per diversi motivi, ha quasi sempre avuto un ruolo predominante nelle cronache sportive. Eppure c’è stato un tempo, qualche decennio fa, che un’altra disciplina, o meglio un atleta di un’altra disciplina, è riuscito a catalizzare l’attenzione, non solo nazionale, su di sé. Si tratta di un uomo che, non sull’erba ma sulle piste di atletica leggera degli stadi, è diventato il protagonista indiscusso, Pietro Mennea.

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La velocità delle sue gambe lo ha portato a varcare i confini prima regionali, poi nazionali e in seguito a conquistarsi un posto di rilievo tra le corsie delle piste di atletica durante gli eventi sportivi più importanti del mondo. Battendo record su record è riuscito ad imporsi in un campo in cui la facevano da padroni i grandi atleti di colore che nella corsa, è risaputo, da sempre esprimono la loro supremazia. Tra questi Tommie Smith, a cui lo stesso Mennea ha guardato con ammirazione e stima.

La vita di Mennea, narrata dettagliatamente  dal giornalista Stefano Savella nella biografia  “Soffri ma sogni – Le disfide di Pietro Mennea da Barletta” pubblicato da Stile Editrice, sembra quasi una sceneggiatura di un film. Attraverso i racconti e le dichiarazioni raccolte da coloro che lo hanno conosciuto sia a livello privato che agonistico, Savella ci descrive un uomo dalle mille sfaccettature, dal carattere schivo e a tratti spigoloso ma allo stesso tempo tenace e perseverante. Una personalità sicuramente modellata dalle vicissitudine della vita e del contesto sociale in cui è cresciuto e vissuto nella tanto amata ma amara Puglia. Un uomo che ha fatto della sua passione per la velocità un obiettivo da raggiungere e un sogno da realizzare ed imprimere nell’anima.

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La carriera agonistica di Menna ripercorsa in questo libro, oltre al riconoscimento per gli ottimi risultati ottenuti quali il record europeo dei 200 metri (ancora imbattuto) passando per il conseguimento di titoli accademici postumi all’esperienza sportiva, senza dimenticare il suo impegno civile e politico, ci permette di riflettere sulle modalità con cui, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, le capacità umane di resilienza e forza di volontà possono aiutare a superare momenti particolarmente delicati e fragili della nostra vita. Probabilmente proprio questa lettura psicologica delle imprese di Mennea lo ha consacrato come uno dei pochi campioni dello sport che è sempre stato sempre ammirato e apprezzato dalla memoria collettiva. “La freccia del Sud”, epiteto assegnato a Mennea per le sue doti di velocipede, rappresenta senza dubbio un ottimo punto di riferimento anche per le nuove generazioni di sportivi e non che, muovendosi fin troppo spesso in un mondo di facili vittorie e in un epoca di rapide conquiste, possono riprendere ad investire tempo ed energie personali per seguire le loro passioni perché, come sosteneva Mennea :

La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni.

Angelo Urbano

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