‘L’altra Grace’, il corpo che affascina e spaventa.

Come diventare artista della vita

‘L’altra Grace’, il corpo che affascina e spaventa.

La serie di Netflix tratta dal romanzo di Margaret Atwood, Alias Grace, mi ha sfidata. Ed ora eccomi qui a parlarvi di una miniserie da vedere tutta d’un fiato e che al suo interno contiene così tante questioni  da poterne scrivere un altro di libro.

Ma veniamo a L’altra Grace. Chi è Grace? Questa è la prima domanda che ci viene posta in questo viaggio alla scoperta della sua identità  nella Canada di metà Ottocento. Grace è stata accusata di aver ucciso insieme al tuttofare, James McDermott, il suo datore di lavoro e la governante (amante) della casa in cui prestavano servizio. Ma c’è un problema. Grace non ricorda cos’è successo quel giorno. Un vuoto di memoria che chiede di essere colmato e a chiederlo è l’opinione pubblica. Grace è un’assassina? E’ la mente dietro l’assassinio o è una vittima del caso e degli eventi?

Grace si presenta come una donna dai modi gentili, servizievole, aggraziata. Omen nomen. L’onta di aver commesso un efferato omicidio getta un’ombra sulla sua persona. Come è stata definita sul New York Times, Grace è “un fine tessuto con delle macchie di sangue agli angoli”. Nel tentativo di far luce sul suo passato, il dottor Jordan, un’ aspirante Freud antelitteram, desidera portare alla luce quanto rimosso avvalendosi della parola e dei sogni. Veniamo così a conoscenza della storia di Grace, ma la semplice narrazione non basterà a far emergere quanto è stato rimosso. Il linguaggio dell’inconscio non è ancora comprensibile con i mezzi a disposizione del dottore.

Il perturbante (Unheimliche) descritto da Freud  “è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare.” Grace incarna questo stato di ambivalenza e “dualismo affettivo” che si prova di fronte ciò che è nascosto alla coscienza, affiora e allo stesso tempo è avvertito come inconsueto, non familiare. Il dottor Jordan è turbato dalla giovane ragazza, allo stesso modo lo spettatore è spaesato da ciò intravede in Grace. Grace è il perturbante, ciò che è misterioso, ciò che temiamo e  che, allo stesso tempo, ci affascina.

La storia di Margaret Atwood è un’occasione per raccontare e riflettere sul corpo della donna come viene vissuto e spesso abusato. Il corpo delle donne conosciute da Grace – e lei stessa- è un oggetto di cui disporre per i propri bisogni, privo di sentimenti, è ridotto ad una cosa che viene abitata. Il corpo abitato è il nodo centrale attorno a cui si sviluppa la dinamica profonda di Grace e dei personaggi che ruotano intorno a lei.

Grace vive diverse situazioni di abuso, inteso in senso lato, ovvero quella situazione che evoca un vissuto di “impotenza” e conseguente “inondazione emotiva” nel soggetto abusato, caratteristiche queste che Freud ha delineato in riferimento alla teoria del trauma. “Impotenza” e “inondazione emotiva” portano alla disgregazione dell’Io e al bisogno di relazioni buone da interiorizzare per sopravvivere.  Così la voce che Grace inizia a sentire è la chiave d’accesso alla dinamica intrapsichica di Grace.

Let me in, fammi entrare, è una voce e, allo stesso tempo, un processo psicodinamico in atto. Lo shock emotivo fa sì che Grace,  dopo il secondo lutto – simile per molti versi al primo- , interiorizzi la relazione in modo bizzarro, non integrato. Questo oggetto diventa il baluardo dagli abusi subiti, dal sentimento di impotenza, dal sentirsi indifesi e in balìa degli eventi, ridotti ad oggetti di piacere.

E’ qui il dramma. Il corpo è un luogo da abitare, scisso dalla persona/mente. Non è un corpo sensoriale che vive e sente con la mente.

Grace ci mette di fronte a questione profonde di natura psicosensoriale. Di chi è il corpo? Il corpo si abita o si vive?

Alessandra Notaro

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Nessuna risposta.

  1. […] Un’altra indagine, un altro mind hunter e un’altra assassina. Nonostante i presupposti siano gli stessi, la serie tratta dall’omonimo libro di Margaret Atwood è completamente diversa da Mind Hunter. Qui scopriamo l’incidenza di esperienze traumatiche sulla vita di una giovane ragazza. Che dire di questa bella serie che ha appassionato noi Salottieri e di cui tanto abbiamo parlato? Sarà stata l’unione tra mistery, temi sociali e psicologici a stuzzicare la nostra curiosità unita ad una qualità tecnica e attoriale ineccepibili? A voi la sentenza. Qui l’articolo approfondito su Alias Grace: ‘L’altra Grace’, il corpo che affascina e spaventa. […]

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