Resistenza e Poesie: Quanto è bella la speranza!

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Resistenza e Poesie: Quanto è bella la speranza!

Oggi è una giornata di Festa. Quale che sia il vostro pensiero, questa giornata è un simbolo importante della resa libertà e soprattutto resa speranza all’essere umano.

Perché quello che fa vivere è lo sguardo avanti al futuro, inteso come desiderio e gioia del costruire e pensare progetti ed è lo scippo della speranza il più terribile assassinio all’anima che viene perpetrato ad un essere umano.

Quando si è in un conflitto non si sa se si vedrà la luce del giorno successivo per cui vi è il vivere alla giornata e senza nutrire speranza ed anche senza esserne nutriti.

Per onestà va detto che anche a causa della manipolazione di questi ultimi anni la speranza ha subìto durissimi colpi: la ripetizione continua dell’essere ‘in crisi’ o/e mancanza di lavoro etc etc. Diciamo, per brevità, che chi ha paura è più manovrabile e che Pasolini diceva che il consumismo svuotava le anime più del fascismo. Sono semi piccini su cui vi lascio riflettere su loro. Torniamo alla Resistenza ed alla Poesia.

Leggi anche: Lettera ad una Nazione di Pasolini

Per festeggiare bene oggi voglio regalarvi ben tre Poesie.

La prima è del Padre della Costituzione Piero Calamandrei, dedicata alla mamma dei Fratelli Cervi, miti e martiri della Resistenza. Vi invito a vedere o rivedere I Sette Fratelli Cervi con un inarrivabile Gian Maria Volonté per conoscerne la storia e a cercare in rete lo splendido discorso di Calamandrei, in cui spiega la ricchezza ed il valore della nostra splendida Costituzione. Vi emozionerete in entrambi i casi, vi avverto.

LA MADRE di Piero Calamandrei

Quando la sera tornavano dai campi

Sette figli ed otto col padre

Il suo sorriso attendeva sull’uscio

per annunciare che il desco era pronto.

Ma quando in un unico sparo

caddero in sette dinanzi a quel muro

la madre disse

non vi rimprovero o figli

d’avermi dato tanto dolore

l’avete fatto per un’idea

perché mai più nel mondo altre madri

debban soffrire la stessa mia pena.

Ma che ci faccio qui sulla soglia

se più la sera non tornerete.

Il padre è forte e rincuora i nipoti

Dopo un raccolto ne viene un altro

ma io sono soltanto una mamma

o figli cari

vengo con voi.

 

La seconda è la memorabile dedica, appassionata e toccante, da parte di Ungaretti, che ci emoziona visceralmente ricordando quanto sia costata in sangue e sacrificio la restituzione della libertà, della democrazia e quindi della speranza, come dicevamo prima

Per i morti della resistenza di Ungaretti

Qui vivono per sempre

gli occhi che furono chiusi alla luce

perché tutti li avessero aperti

per sempre alla luce.

 

Il mio terzo regalo di oggi per voi sono questi versi del Mago Rodari, in cui ci parla appunto della Speranza, che è la vera spinta alla vita.

La Speranza di Gianni Rodari

Se io avessi una botteguccia

fatta di una sola stanza

vorrei mettermi a vendere

sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”

Per un soldo ne darei

ad un solo cliente

quanto basta per sei.

E alla povera gente

che non ha da campare

darei tutta la mia speranza

senza fargliela pagare.

 

Dopo il respiro è di certo la Speranza la ‘cosa’ più necessaria per vivere, per cui, mi raccomando, state attenti a quelli che vogliono scipparvela e recitate a voi stessi questa frase immensa e potentissima di Pasolini come un mantra

T’insegneranno a non splendere e tu splendi, invece!

Evviva la Speranza e, come diceva appunto Calamandrei Ora e sempre Resistenza (e, aggiungo, Resilienza!) e buona Festa a tutti di cuore!

Laura De Santis

 

 

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