Perché la mamma è sempre la mamma!

Perché la mamma è sempre la mamma!

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A prescindere dalla biologia, dai legami di parentela, dal sesso e della età, la funzione materna è quella di offrirsi come sostegno e cura per il bambino. La mamma è la persona che permette al bambino di sentirsi accolto e importante, in modo tale da maturare la fiducia necessaria per conquistare la propria autonomia.

 

Svolgevo un tirocinio in ospedale e la mia tutor mi chiese di seguirla nel reparto di Terapia Intensiva per un colloquio ad una paziente.
La Terapia Intensiva è un reparto in cui si respira appieno il dolore e la sofferenza.
È un reparto fuori dal tempo, non ci sono finestre, solo luce artificiale, non passano i rumori del mondo esterno ma si sente solo il ronzio dei macchinari. È un limbo a cui non si abituati e spaventa.

Mentre attendevo la mia tutor, sono rimasta nei pressi in una sala in cui s trovava una vecchietta molto anziana. La signora si era rotta il femore il giorno prima ed era stata operata d’urgenza. Stesa nel suo lettino, coperta appena dal lenzuolino, gli occhi chiusi, mi ricordava la Pietà di Michelangelo ma senza una Madonna alle spalle. Forse il dolore cominciava a farsi risentire e prese a lamentarsi.

Non capivo bene cosa dicesse, erano lamenti strascicati ma all’improvviso con decisione chiamò “Mamma! Mamma dove sei?! Mamma!”.
Uno dei medici del reparto vedendomi osservare la vecchietta mi spiegò che “molti quando sono qui cercano la mamma. Possono essere novantenni, quarantenni o ragazzi, ma quando stai qui e stai male, senti dolore ma soprattutto ti senti perso, non sai dove sei, cerchi la mamma”.

Come quando da bambini ci si sbuccia un ginocchio giocando, così nella sofferenza di una terapia intensiva, quando ci si sente feriti, doloranti e umiliati, ricerchiamo la mamma.
La mamma accoglie, sostiene.
La mamma ha la funzione di prendersi cura del bambino, nutrirlo sia sul piano fisico che mentale. Lo psichiatra inglese Donald Winnicott diceva che la principale funzione della madre è quella di Holding, ovvero di offrirsi come contenitore per le angosce del bambino e offrire uno spazio di incoraggiamento e rassicurazione.

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Questo può avvenire con la modulazione del linguaggio, con il contatto fisico e anche con lo sguardo. Quest’ultimo aspetto è fortemente importante perché attraverso lo sguardo la madre veicola l’amore che ha per il bambino, che rispecchiandosi in lei vedrà quanto è importante.
Il bambino acquisirà sicurezza, sa di essere qualcosa di prezioso che verrà protetto quando sarà necessario. Da questa consapevolezza potrà partire poi per esplorare il mondo, fare esperienza della realtà conscio che avrà sempre, quella che lo psichiatra John Bowlby chiamava, una base sicura, la mamma.
Si può gestire il mondo, si può andare a conoscerlo, ho la mamma che mi copre le spalle e ha fiducia in me.




La mamma non è solo e soltanto la figura di colei che biologicamente mette al mondo il bambino.
La mamma è una funzione simbolica. Essere madri è una scelta, una responsabilità che può appartenere a chiunque.
Massimo Recalcati , psiconalista, durante la sua trasmissione Lessico Familiare attualmente in onda su rai 3, dice:

Essere genitori non è un fatto di sangue. Non è un fatto biologico. Non riguarda la stirpe, la geneaologia. Io direi che non riguarda nemmeno il sesso. Ha ragione Françoise Dolto quando dice che tutti i genitori sono adottivi. Significa che non è sufficiente uno spermatozoo per fare un padre, non è sufficiente un utero per fare una madre”.

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Si tende a spacciare la biologia per funzione ma non è così che vanno le cose.
Esistono numerose storie di persone che hanno ritrovato la propria base sicura non nella madre biologica, ma in altre donne o in altri uomini.
Un po’ come succede nel film del 1993 “Mrs Doubfire – Mammo per sempre” ; il protagonista, interpretato da Robin Williams, è un padre divorziato e disoccupato che per riuscire a trascorrere maggior tempo con i propri figli, si traveste da anziana governante britannica appunto Mrs. Doubtfire.
Sotto mentite spoglie, Daniel (Robin Williams) riesce a prendersi cura dei suoi figli e soprattutto ad aiutarli ad accettare la difficile situazione del divorzio.


La funzione di holding non é un’esclusiva prerogativa di una madre biologica.
Mamma è chiunque si ponga come sostegno fisico ed emotivo per il bambino e a livello universale è la persona che si offre come sostegno e riparo per l’altro
Al di là della genetica, al di là del sesso, dell’età, della parentela, la mamma è colei/lui che ti accoglie con un abbraccio, ripulisce il tuo ginocchio sbucciato e ti dice “Torna a giocare piccolo mio”.


Auguri a tutte/i  le/i mamme.

 

Valentina Freni

Photo by Aleksandar Popovski on Unsplash

 


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