Tori Amos, forme alternative di essere madre

Come diventare artista della vita

Tori Amos, forme alternative di essere madre

Insieme a Patti Smith, Tori Amos è l’Artista che più ho seguito da sempre, anche nei vari concerti, oltre che alla produzione in studio. Oggi, che è la festa della mamma, voglio soffermarmi su ‘From The Choirgirl Hotel’ e raccontarvi la sua storia.

In un periodo durissimo per me, nel 2001, la musica di Tori Amos posso dire che mi ha addirittura contribuito a rimettermi in piedi, nutrendo la linfa della mia creatività. Dato che la casualità non esiste, compresi dopo quanto il dare ed il ricevere sono connessi e che questa Artista aveva incanalato nella sua creatività dolori enormi, riconvertendoli in bellezza suprema. Ecco che quindi può essere di conseguenza sostegno anche per chi la ascolta.

Potrei parlare della sua intera produzione, poiché appunto l’ho seguita da sempre, ma oggi voglio concentrarmi su questo album gioiello ‘From The Choirgirl Hotel’, che è indiscutibilmente uno dei più influenti del cantautorato di sempre.

Se volete aggiungere ‘femminile’ accanto a cantautorato fate pure, in effetti dobbiamo a Tori Amos il grande Dono di aver dato voce al Femminile, quindi la possibilità di trovare rispecchiamento al sentire delle Donne (fermo restando che l’Artista è in essenza neutro).

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Torniamo a questo album, uscito nel 1998. Tori Amos è divorata dal dolore, dalla frustrazione, dalla rabbia: non riesce ad avere figli e ‘sopravvive’ a ben tre aborti. Riuscirà ad avere una figlia nel 2001, Nathashya. Ma in quegli anni non sa ancora questo, conosce solo queste ripetizioni di dolore amplificato ogni volta e decide di rialzarsi, mettendo tutto la valanga di lacerazione in questo album

“Per quanto non fossi in grado di procreare da un punto di vista umano, ero in grado di creare come musicista” ha detto Tori Amos.

Per cui dà vita a questo album incredibile, in cui l’Acqua è centrale. Per ‘lavare’ e ‘cullare’ nel suo flusso anche il senso di colpa, perché sente che i ‘piccoli’ le sono sfuggiti e lei non è stata in grado di trattenerli in sé, sempre citando un’intervista dell’epoca.

E fa di questo lavoro la sua creatura che la salva, attraversando come una catarsi emozioni distruttive e potentissime e convertendole in Arte e Creatività. Ecco per esempio ‘Cruel’ in cui immette tutta la rabbia per l’impotenza a cui la costringe questa situazione e l’ipnotica ‘Liquid Diamonds’ (personalmente una delle mie preferite della sua intera carriera), solo per citarvene un paio.

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Ma, ripeto, è un viaggio, con l’Acqua come elemento principale, che è anche il liquido amniotico infatti.

Ogni Donna, in quanto tale, può riconoscersi nella sua voce. Essere Artisti ed essere Madri (in tutte le possibile sfumature dell’accezione di questa parola) riconnettendoci alla giornata di oggi in cui si festeggiano le Mamme e da cui è partita la riflessione che ha portato a questo articolo, è essere Donne, l’insieme di parti di uno stesso Diamante (per citare di nuovo il brano di Tori Amos), espressione –quale che sia- della Creatività.

Ed essere donne significa anche essere consapevoli che nessuno può dirci qual è il modo giusto per esserlo, quello più pieno, quello più completo, perché sapremo trovare da sole la nostra strada.

Laura De Santis

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