Al di là del muro d’ombra, Ungaretti tende la mano

Come diventare artista della vita

Al di là del muro d’ombra, Ungaretti tende la mano

L’essere umano si è sempre domandato cosa vi fosse dopo la morte.Il terrore del trapasso è base fondante di tutte le religioni, da non confondere con le spiritualità che hanno accompagnato l’uomo nella riflessione sul senso della vita.

Inoltre va detto che siamo probabilmente nell’epoca in cui la rimozione della morte ha raggiunto il massimo grado. Invece per vivere pienamente dovremmo ricordarci di quel ‘momento’ per non sprecare attimi, sorrisi, gentilezze, amore e tutto quanto di bello la vita contiene.

Nella Poesia di oggi, dedicata a Marco, mio amico splendido dal cuore immenso volato tra le stelle, Ungaretti riflette appunto sull’eternità.

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Scrisse questi versi nel 1933, per la morte della madre. Il Poeta si trovava a Roma, che, essendo la città eterna non è sottoposta alle leggi temporali. Da questa visione parte la raccolta Sentimento del tempo, in cui La madre è contenuta.




Ungaretti chiede alla madre di venirgli incontro quando lui varcherà la ‘soglia’ ed in questi versi c’è la certezza dell’eternità, che stempera la tragicità della morte presente invece nella raccolta precedente dell’Allegria. Continuamente ci sono ricordi dell’infanzia, che connettono il passato e l’eternità in un’unicità, in cui tutto è collegato, il cui flusso ininterrotto annulla la limitatezza del tempo, nel modo in cui è concepito dall’essere umano.

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Sono versi straordinari ed immensi e, come stesso Ungaretti suggeriva nei versi de I Fiumi, immergetevi in essi e fateli scorrere in voi. Compiranno la magia dell’annullamento della gabbia del tempo umano

 

La madre di Ungaretti

 

E il cuore quando d’un ultimo battito

Avrà fatto cadere il muro d’ombra,

Per condurmi, Madre, sino al Signore,

Come una volta mi darai la mano.

 

In ginocchio, decisa,

Sarai una statua davanti all’Eterno,

Come già ti vedeva

Quando eri ancora in vita.

 

Alzerai tremante le vecchie braccia.

Come quando spirasti

Dicendo: Mio Dio, eccomi.

 

E solo quando m’avrà perdonato,

Ti verrà desiderio di guardarmi.

 

Ricorderai d’avermi atteso tanto,

E avrai negli occhi un rapido sospiro.

 

Laura De Santis

 


 

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