Una foto per Mr S: Franco Basaglia

Come diventare artista della vita

Una foto per Mr S: Franco Basaglia

L’Ignoranza si combatte con la conoscenza: una foto per ricordare la storia e imparare a costruire un futuro migliore. Oggi parliamo di Franco Basaglia e quel giorno del 1973 in cui si diede avvio alla rivoluzione culturale sfociata nella legge 180 del 1978 con la quale veniva abolita l’istituzione del manicomi ridando ai pazienti psichiatrici la dignità di esseri umani.

Questa foto ritrae Franco Basaglia che, nel 1973, insieme a un gruppo di pazienti abbatte una delle recinzioni dell’ex manicomio di Trieste.

Da quel momento in poi si diede avvio alla rivoluzione che portò alla chiusura dei manicomi e che restituì diritti e libertà a tanti esseri umani che erano stati rinchiusi per anni.

Per capire quanto è stato importante il gesto di Basaglia bisogna pensare che nei manicomi si poteva essere rinchiusi anche solo per aver mostrato un atteggiamento diverso dalla morale.

Basti pensare che la poetessa Alda Merini  passò 8 anni della sua esistenza in manicomio. Non a caso dedicò una poesia a questo medico rivoluzionario che, per primo, capì che le persone affette da psicosi erano persone che avevano bisogno di cure e non di essere tenute segregate, lontane dalla società.

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Prima della 180, che Basaglia non ebbe il piacere di vedere attuata, era vigente la legge 36 del 1904, per la quale venivano internate nei manicomi le persone “affette per qualunque causa da alienazione mentale”. Dopo un periodo di osservazione, i pazienti potevano essere ricoverati definitivamente e perdevano tutti i diritti civili. A seconda del periodo storico, i manicomi svolgevano, di fatto, un ruolo di controllo sociale dei soggetti deviati, dai malati di mente ai piccoli delinquenti, fino alle prostitute, ai sovversivi o agli omosessuali.

Le famiglie potevano tranquillamente liberarsi di un peso e il “peso” avrebbe vissuto una vita non vita rinchiuso tra quattro mura che ne avrebbero peggiorato, sicuramente, le condizioni.

Caro Mr S, questa foto è per te.

 

L.T.

 

 

 

 

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