La ninna nanna de la guerra

Come diventare artista della vita

La ninna nanna de la guerra

Quando, come in questi giorni, siamo invasi da immagini di bambini a cui è stato, per sempre, rubato il sonno dalla guerra e dai ” matti che commannano”, non possiamo non ripensare alla poesia di Trilussa.

Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, in arte Trilussa, nacque a Roma nel 1871. Morì , sempre a Roma, nel 1950, attraversando quindi ben due guerre mondiali. Inoltre la sua provenienza era semplice, papà cameriere e mamma sarta.

Le radici strettamente legate al popolo e al suo sentire e il contatto diretto con le sue sofferenze a cui la guerra costringe ci portano al suo capolavoro che vi propongo oggi. Scritto nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale, è così attuale nel ricordarci cosa è una guerra, chi ne viene straziato e chi se ne avvantaggia. Ma anche chi ne paga le spese. Come diceva anche Brecht ne La guerra che verrà “Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente”.




La Verità in fondo è sempre semplice. Purtroppo.

LA NINNA NANNA DE LA GUERRA

Ninna nanna, nanna ninna,

er pupetto vò la zinna:

dormi, dormi, cocco bello,

sennò chiamo Farfarello

Farfarello e Gujermone

che se mette a pecorone,

Gujermone e Ceccopeppe

che se regge co le zeppe,

co le zeppe d’un impero

mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno

ché se dormi nun vedrai

tante infamie e tanti guai

che succedeno ner monno

fra le spade e li fucili

de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti

li sospiri e li lamenti

de la gente che se scanna

per un matto che commanna;

che se scanna e che s’ammazza

a vantaggio de la razza

o a vantaggio d’una fede

per un Dio che nun se vede,

ma che serve da riparo

ar Sovrano macellaro.

Ché quer covo d’assassini

che c’insanguina la terra

sa benone che la guerra

è un gran giro de quatrini

che prepara le risorse

pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,

finché dura sto macello:

fa la ninna, ché domani

rivedremo li sovrani

che se scambieno la stima

boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti

nun se fanno comprimenti:

torneranno più cordiali

li rapporti personali.

E riuniti fra de loro

senza l’ombra d’un rimorso,

ce faranno un ber discorso

su la Pace e sul Lavoro

pe quer popolo cojone

risparmiato dar cannone!

(Trilussa,1914)

Laura De Santis

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