Una foto per Mr S: Nadia Comaneci, la perfezione di una rifugiata

Come diventare artista della vita

Una foto per Mr S: Nadia Comaneci, la perfezione di una rifugiata

L’Ignoranza si combatte con la conoscenza: una foto per ricordare la storia e imparare a costruire un futuro migliore. Oggi parliamo di Nadia Comaneci, la star della ginnastica artistica che il 18 luglio 1976 eseguì un esercizio “perfetto” alle parallele asimmetriche  e che la notte del 27 novembre 1989 fuggì a piedi dal suo paese, la Romania.

La foto di oggi ritrae l’atleta rumena poco prima di concludere l’esercizio che le varrà il fantomatico 10 perfetto, ai tempi lo score più elevato possibile.

Nadia aveva appena 14 anni e svolse un esercizio impeccabile davanti a un pubblico incredulo che solo alla fine della performance esulterà con un forte boato.

Con grande sorpresa di tutti gli astanti, il tabellone olimpionico segnò il punteggio “1.00” lasciando perplessi tutti.

“Signori e signore, spostate la virgola. Abbiamo un 10 perfetto”

Fu il presentatore a spiegare con una voce commossa che l’esercizio era stato giudicato perfetto con un punteggio di “10”, ma il tabellone non era programmato per segnare un punteggio superiore a “9.99”.

Quel risultato perfetto cambiò sia la storia dello sport che quella della giovanissima Nadia.

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Se osserviamo con attenzione la foto, le emozioni che ci suggerisce sono libertà, forza, grazie e perfezione. Sì, sto ripetendo all’infinito questa parola perché nessuno ha incarnato nell’immaginario collettivo l’ideale di eccellenza quanto la giovane atleta rumena.

A seguito di quel 10, sempre ai Giochi Olimpici di Montreal, la Comăneci collezionò lo stesso punteggio altre sei volte. E non solo si aggiudicò in tutto 3 medaglie d’oro, un argento e un bronzo, ma divenne anche l’atleta più giovane ad aggiudicarsi un titolo olimpico.

Chi poteva stare meglio di lei? Era diventata una leggenda a soli 14 anni!

Beh, la storia ci insegna che non è tutto oro quello che luccica e la vita di Nadia non fa che confermarcelo una volta di più.



Tornata in Romania dopo i successi olimpici canadesi, divenne una star. Non solo il popolo rumeno la vedeva come simbolo del proprio riscatto nel mondo, ma lo stesso dittatore rumeno, Nicolae Ceaușescu, pensò bene di sfruttarla a scopi propagandistici. La Comaneci venne invitata più volte a palazzo e  nominata eroe del lavoro socialista rumeno.

Mentre  la sua popolarità cresce, per mantenere il suo primato l’atleta si sforza a restare bambina a costo di diete e allenamenti sfiancanti: va a correre tre volte al giorno e si sottopone ad esercizi massacranti.

Alla campionessa olimpionica è vietato crescere: i fianchi non possono arrotondarsi, la pancia deve rimanere piatta, il seno va contenuto, la bambina deve restare tale e quale.

Allo stesso tempo, Nadia attira le attenzioni del terzogenito di Ceaușescu, Nicu, e viene costretta a diventare la sua amante per 5 anni. Costretta a vivere lontana dalla sua famiglia, la ragazza tentò il suicidio.

Ma non morì, continuò a vivere e prese la decisione che l’avrebbe salvata.

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Il 27 novembre 1989 attraversò il confine ungherese a piedi insieme a un gruppo di profughi e altri ginnasti e, non appena raggiunse l’Austria chiese asilo politico all’ambasciata degli Stati Uniti. Un mese dopo la sua fuga scoppiò la rivoluzione romena che portò al crollo del regime di Ceaușescu e alla morte del dittatore per decapitazione.


Quando ripensa a quella notte Nadia dice sempre:

«ho rischiato di morire quella notte, certo, ma ho conquistato la libertà, che è il bene più prezioso per tutti, ricchi e poveri».

Dunque alla perfetta farfalla della ginnastica artistica mancava la libertà e l’unica strada per conquistarla era una fuga clandestina in un altro paese: se guardiamo la foto in copertina e la meraviglia di quel volo, ci sempre qualcosa di totalmente incredibile, eppure questa è la verità, questa è la storia.

Così,mentre ci emozioniamo leggendola, cerchiamo di ricordarci che come Nadia ci sono tante altre persone che devono scegliere ogni giorno se restare e morire o fuggire e vivere.

Caro Mr S., questa foto è per te  e per tutti quelli che pensano alle #unghierosse.

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L.T.

 

 

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