Ai Confini della Mente: “L’ Angelo Sterminatore” di Luis Bunuel

Come diventare artista della vita

Ai Confini della Mente: “L’ Angelo Sterminatore” di Luis Bunuel

Oggi ci tufferemo nel mare dell’inconscio attraverso il surrealismo di Luis Bunuel e il nostro trampolino di lancio sarà “L’angelo Sterminatore”!

La forza del cinema  può e deve essere il miglior trampolino dal quale il mondo esterno si tufferà nelle acque magnetiche e brillantemente vere dell’inconscio, della poesia, del sogno.(Ado Kyrou)

Oggi ci tufferemo nel surrealismo di Luis Bunuel e il nostro trampolino di lancio sarà “L’angelo Sterminatore”, opera del 1962 tratto da un soggetto di Josè Bergamìn.

Cos’è il surrealismo?

Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. Andre Breton – Manifesto del Surrealismo, 1924

Una trama semplice per un tema complesso

Degli sconosciuti dopo aver condiviso una piacevole cena borghese, sono invitati dai proprietari a fermarsi per la sera.
Ben presto scopriranno che non riescono più a uscire.

Il soggetto è semplice, tanto che viene ripreso anche nel film di Woody Allen nel quale il protagonista incontrando Bunuel descrive la “sua” idea ad uno sconcertato che si chiede il perché di una trovata tanto assurda: “delle persone sono ad una cena molto elegante e, alla fine della cena, quando cercano di lasciare la stanza non ci riescono”.

 

Perchè non possono lasciare la stanza? Questo è il quesito che ci accompagna per tutta la durata del film.
Una prigionia autoindotta? Atto di Volontà? Un terrore senza nome avvolge i protagonisti nel momento stesso in cui provano a lasciare la stanza. E dopo giorni rinchiusi nel salore della villa, le maschere imposte cadono.



Il mondo fuori resta sulla soglia; anche lui non riesce ad entrare. Nessuno può entrare e nessuno può uscire.
Questi prigionieri del loro mondo interno si rifugeranno nelle soluzioni più disparate.

Un desiderio tanto semplice non riesce ad essere messo in atto. Perchè?

Chi è questo Angelo Sterminatore? Forse il clima che avvolge l’intera pellicola ovvero l’ignoto.
E come disse il produttore che finanziò questa opera surrealista: “Non ho capito niente, ma è eccezionale!”
Come dargli torto: la bellezza è inspiegabile!

Voi l’avete visto? Che ne pensate?

Buona visione!

Alessandra Notaro

 

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