Neruda e le collisioni tra mondi diversi

Come diventare artista della vita

Neruda e le collisioni tra mondi diversi

Neruda è terra e sangue, quindi la vita stessa. Già mi è capitato di dirlo in altri articoli e continua a trovare conferma questa sua capacità stupenda di raccontare l’esistenza, dalla prospettiva della natura (e quindi della terra).

In questi versi incontriamo per esempio gabbiani, spiaggia, edera e uva.

E’ quest’ultima a comparire più volte in questa Poesia, come nel finale incredibile, dove appunto, come in un suo manifesto poetico, Neruda scrive che intreccia parole ”…in una collana infinita/per le tue mani bianche, dolci come l’uva”.

D’altra parte in questi versi vengono presentate le parole nelle molteplici forme che possono assumere, secondo Neruda. Di certo non sono più sue, ma vengono ‘espulse’ dall’interiorità, che Neruda chiama ‘tana’, del Poeta “Stanno fuggendo dalla mia buia tana./Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.”

Anche perché l’Amore ha necessità di comunicazione, essendo la collisione di due mondi differenti; e questa urgenza di penetrare in un altrui mondo porta a plasmare le parole in infiniti modi, come quelli delicatissimi che troviamo in questi versi

 

Perché tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l’uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E’ tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

Pablo Neruda

Laura De Santis

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *