Ricordi sotto l’Albero: l’8 dicembre

Come diventare artista della vita

Ricordi sotto l’Albero: l’8 dicembre

L’odore dello Sfincione

A Bagheria l’8 dicembre significa una sola cosa: l’odore dello “sfincione” che si sparge per tutte le strade del paese e invade ogni angolo per quanto nascosto esso possa essere. Infatti la sera tra il 7 e l’8 tutti i bagheresi festeggiano in un solo modo: mangiando la famosa pizza alta siciliana che fa leccare i baffi a tutti i “continentali”. L’odore penetrante della cipolla e della mollica attraversa ogni casa e sembra portatrice stessa dell’atmosfera di festa che si respira. Mi ricordo come, tanti anni fa, durante un’occupazione scolastica tutti gli occupanti si fossero preoccupati di  una sola cosa importantissima: ordinare lo sfincione per trascorrere l’Immacolata come da tradizione! Questo per dire che la tradizione a volte può andare di pari passi con la rivoluzione: basta solo trovare il modo di non rimanere incastrati. Come l’aria piena di sfincione del dicembre bahariota: ti avvolge ma non ti incastra, al massimo ti incanta! Buone Feste!

Laura Tedesco

L’odore del Natale

La prima immagine che ho dell’8 dicembre è la sala da pranzo con l’albero di Natale. La freschezza del pino riempiva la stanza e già sapevo che gli aghi avrebbero impegnato mia madre in un tour de force di pulizie extra per i prossimi giorni. L’otto era l’inizio di tutte le feste per me e l’albero in quella stanza ne era l’inizio. Si usa dire che l’abbuffata inizia dall’otto ma, per me, questo giorno è più caro per gli addobbi natalizi che coinvolgono e rinnovano tutti gli ambienti domestici sempre un po’ uguali a sé stessi. Gli addobbi con le sue luci, le ghirlande, le palline colorate, le cornucopie mi ricordano lo spirito delle feste, il clima assume un calore tutto umano. Le mangiate servono, anzi le aspetto tutto l’anno!, ma, secondo me, sono la diretta conseguenza dell’intimita ritrovata.

Alessandra Notaro

Le luci

L’8 dicembre è la giornata in cui arriva l’albero, lo si decora. Da quel giorno, e solo da quel giorno, si accoglie il Natale. Dall’8 dicembre, io sapevo che non appena fossi rimasta sola a casa, al buio, potevo sedermi a terra a contemplare le luci dell’albero. Era una meditazione. Ripensavo all’anno trascorso, a chi ero stata, a chi ero diventata. E’ stato il mio segreto, nessuno della mia famiglia lo ha mai saputo. Lo sapranno ora.

Laura De Santis

 

L’olio scoppiettante e le “Grispedde”

L’otto dicembre ha il suono dell’olio caldo che scoppietta e il profumo di pasta fritta. Di mattina presto, si prepara con attenzione l’impasto, lo si lascia lievitare al calduccio sotto panni di tessuto pesante. Si fanno delle palette (ripiene di acciughe salate o semplici) o dei cerchietti che verranno fritti. Questa è una tradizione molto antica, addirittura era un’usanza comune anche in epoca romana. Si celebra la festa mangiando “grispedde” (o cuddurieddri) e augurandosi così fortunata e abbondanza! Buona Immacolata!

Valentina Freni

 

Rispondi