La Festa della Luce tra Palermo e Stoccolma

Come diventare artista della vita

La Festa della Luce tra Palermo e Stoccolma

Paragoni creativi: Santa Lucia a Palermo e Santa Lucia in Svezia!

In entrambi i casi Santa Lucia rappresenta la luce e, nella tradizione popolare, il 13 dicembre è conosciuto come “il giorno più corto che ci sia”.

E in effetti se si va a guardare bene coincide con il solstizio di inverno.

Se poi si guarda più a fondo si scopre che Santa Lucia fu un esempio di eroina moderna, rivoluzionaria e femminista che andò contro il volere della famiglia, rivendicando la propria autonomia e il diritto sul proprio corpo. Chiaramente a darle forza, vista l’epoca in cui visse, fu la religione ma tutte le sue scelte per il periodo furono estremamente spregiudicate e “illuminate”.

Ma  se in Svezia l’illuminazione arriva con le “candele”, a Palermo la luce arriva con una bella arancina!

E questo perché i palermitani il 13 Dicembre non mangiano né pane né pasta.

La ragione di questa “penitenza” è che vogliono ricordare il miracolo della Santa che liberò la città dalla carestia nel 1646, facendo arrivare nel porto un bastimento carico di grano. La gente che per diversi mesi aveva sofferto la fame, non aspettò di macinare il grano, ma lo bollì per sfamarsi in minor tempo, aggiungendo solo un filo d’olio, creando così la cuccìa che è un dolce tipico di questo giorno di festa.

E dalla cuccìa il passo a panelli, timballi di riso e arancine è davvero breve!

Ma se vi state chiedendo per quale ragione gli svedesi festeggiano con una cerimonia a base di candele, invece di gustarsi anche loro una bella arancina, eccovi la spiegazione completa.

Le candele simboleggiano il fuoco che ha rifiutato di prendere la vita di Santa Lucia quando è stata condannata al rogo.

Non a caso, all’alba del 13 dicembre, migliaia di bambine sfilano con una veste bianca, una candela accesa in mano e una coroncina di candele elettriche in testa, illuminando il buio inverno svedese.

Le bambine cantano delle canzoni modellate per l’occasione, descrivendo la luce con cui Lucia vince l’oscurità.

Non a caso il suo nome, Lucia, ricorda il termine latino “lux”, che starebbe a significare “nata con la luce”.  E oltre a essere patrona della Luce, è venerata come protettrice della vista poiché si narra che fu accecata durante una tortura, ma che miracolosamente gli occhi le tornarono sul volto.

E non c’è bisogno di fare voli pindarici per comprendere il collegamento tra la luce e la capacità di vedere oltre.

 

 

 

 

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