Come far nascere una buona idea? Connettersi al mondo.

Come diventare artista della vita

Come far nascere una buona idea? Connettersi al mondo.

Siamo costantemente alla ricerca di una buona idea.
Pensiamo che un’idea venga da un contesto solitario: un improvviso lampo di genio slegato dalla nostra realtà.


Il nostro cervello, così come il mondo sociale, non funziona così ma ha bisogno di continue relazioni per rendere al meglio.

Le idee migliori, infatti, sono frutto delle continue interazioni e modulazioni delle nostre connessioni.

Lo sviluppo umano è andato di pari passo con lo sviluppo di buone idee.
Trovare una buona idea è stato spesso così decisivo da richiedere un grandissimi sforzi.
E se oggi non dobbiamo fronteggiare le stesse sfide del passato, comunque andare alla ricerca di una buona idea è uno dei compiti a cui siamo continuamente chiamati.

Ma come nasce una buona idea?

Innanzitutto sfatiamo un mito.
I colpi di genio, le epifanie, insomma quegli improvvisi lampi totalmente slegati a ciò che stavamo vivendo, sono molto rari.
Per non dire rarissimi.

L’idea è piuttosto il frutto di un lavoro in rete.
Proprio il nostro cervello è abituato a lavorare tramite connessioni: infatti una nuova idea presuppone la creazione di nuovi circuiti tra neuroni.




Collegandosi attraverso sinapsi, i nostri neuroni inviano segnale elettrico che si trasforma in attività. Se avessimo un solo neurone isolato, esso non avrebbe la potenza tale da poter dare vita a un pensiero.

Se questo vale a livello microscopico, a livello dell’ambiente e del mondo sociale è ancora più visibile.

Attraverso le nostre continue interazioni raccogliamo informazioni, creiamo connessioni, abbiamo accesso ad altre idee.
Tutta questa quantità di dati viene mescolata, viene impastata e da questo nascono nuove idee.

Steven Johnson, in un incontro per Ted Global del 2010, affermava “Prendiamo idee dagli altri, da gente da cui abbiamo imparato, da gente incontrata al bar, e le cuciamo insieme dando loro nuova forma, creando qualcosa di nuovo. 
E’ lì che si ha veramente l’innovazione
Ciò significa che dobbiamo cambiare alcuni dei nostri modelli di concezione dell’innovazione e del pensiero produttivo […]un ambiente caotico dove le idee potevano incontrarsi, dove le persone potevano avere nuove, interessanti e imprevedibili collisioni – proveniendo da ambiti diversi”.

Steven Johnson ci invita a riscoprire le interazioni come luogo dove nascono le idee, e soprattutto le interazione con persone che provengono da ambienti diversi, che hanno una storia diversa e un’altra visone del mondo.

L’apertura all’altro è ciò che consente alle proprie intuizioni di connettersi a quelle di altre persone. Riporta sempre Johnson “ Tu hai una mezza idea, un altro ha l’altra mezza, e se siete nell’ambiente giusto, diventano qualcosa più grande della somma delle loro parti

Connettere le persone e le idee è molto più efficace che separarle, creare barriere.
Mantenere un sistema aperto consente a più energie di dare il proprio contributo.

Per questo motivo se siete a caccia di una buona idea, non rinchiudetevi in una torre d’avorio, ma uscite, parlate, connettetevi al mondo.




Valentina Freni

 

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