Derry Girls – Come sopravvivere all’adolescenza in un mondo difficile.

Come diventare artista della vita

Derry Girls – Come sopravvivere all’adolescenza in un mondo difficile.

Derry Girls racconta le vicende di 4 ragazze e un ragazzo durante il conflitto nordirlandese a metà degli anni 90.
Con la loro spensieratezza, la ribelle leggerezza e gli innumerevoli momenti comici, il gruppo affronta e dissacra una situazione drammatica.
Uno spunto per gli adolescenti persi di fronte una società difficile da comprendere.

Essere adolescenti è difficile.

Si è sempre in gioco per costruire la propria identità e la propria prospettiva
è ancora più difficile quando il contesto sociale in cui si vive è insicuro, problematico e incute timore.

Un/una adolescente italiano/a di oggi, pur non vivendo conflitti armati, ha sullo sfondo della propria esistenza un clima di incertezza politica, di crisi economica e sociale, la minaccia dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

Il futuro può apparire un minaccioso orizzonte e non una terra promessa, producendo sconforto, solitudine.
Ci si può sentire persi.

Come fare a sopravvivere alla battaglia per costruire la propria strada e allo stesso tempo non farsi schiacciare da un contesto difficile?

Mantenendo l’attenzione e incoraggiando il lato comico, il lato più luminoso della vita quotidiana, presente anche in ogni situazione difficile.

Se non si sa bene come si possa non perdere questo spirito spensierato, vi invitiamo a guardare Derry Girls, una serie di due stagioni su Netflix Italia e trasmessa in Gran Bretagna da Channel 4.

La serie è ambientata nell’Irlanda del Nord a metà degli anni 90, precisamente a  Derry, città tristemente famosa per i disordini tra cattolici e protestanti, che hanno portato a scontri armati di grande violenza (vedi la canzone Sunday Bloody Sunday degli U2 o Zombie dei The Cramberries).
Le protagoniste sono l’adolescente di Erin, sua cugina Orla, le amiche Claire e Michelle, e il cugino di quest’ultima James.

Il gruppo frequenta la scuola cattolica della città e nonostante il clima cupo e opprimente, si ritrovano a vivere un’adolescenza molto tipica, molto rassicurante.
Iniziano la giornate da brave studentesse finendo poi in situazioni comiche e assurde, impensabili se ci si focalizzasse solo sullo scontro.

Di fronte a una realtà che spingerebbe a chiudersi, le ragazze di Derry affrontano la vita senza macigni sul cuore, non negandosi la spensieratezza,  le normali preoccupazioni e interessi di questa età.

E non è semplice visto che si tratta di vivere in un luogo in cui persinoil bus scolastico  può cambiare tragitto per un allarme bomba o una valigia abbandonata (ma piena di vodka) viene fatta brillare per evenienza.

La violenza e l’inquietudine non intasano mai la scena, pur essendo sempre presenti sullo sfondo, non opprimendo la vita delle protagoniste che piuttosto cercano di sfuggire all’estrema presenza familiare.

Infatti la famiglia di Erin (composta da mamma, papà, nonno, la zia madre di Orla e sorellina) accompagna le storie delle ragazze, sempre pronta ad essere partecipe alle loro vite e ai loro piccoli problemi quotidiani, senza far pesare loro il difficile contesto.
Preoccupandosi molto di un orso polare scappato da uno zoo piuttosto che di disordini, mentre le ragazze cercano di andare ad un concerto dei Take That a Belfast.

Derry Girls è una serie comedy, che offre un punto di vista meno angosciante e più genuino e resiliente rispetto al trovarsi a vivere in una situazione storicamente così drammatica.

L’amicizia, le risate e le situazioni assurde in cui si ritrovano sono una forma di ribellione rispetto a un mondo inutilmente violento e che potrebbe portarle a nascondersi e sopravvivere, anziché vivere di gusto.

Per superare e fare i conti con una realtà fosca, è necessario riderci su e guardare nella direzione più luminosa possibile.

La serie ha avuto enorme successo, sia di critica che di pubblico, tanto che proprio nella reale città di Derry è apparso un murales con le ragazze che testimonia come Derry Girls parla a tutti gli adolescenti che ogni giorno combattono per costruire la propria identità, facendo i conti fallimenti e successi, in un contesto sociale incerto e capace di incutere timore.

Siamo figli degli anni 90’ e a questo possiamo ispirarci.

Valentina Freni


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