Calendario dell’avvento creativo: “Il pianeta degli alberi di Natale” di Gianni Rodari.

Come diventare artista della vita

Calendario dell’avvento creativo: “Il pianeta degli alberi di Natale” di Gianni Rodari.

Oggi il nostro calendario ci regala una poesia sul Natale e non solo…

In Italia Gianni Rodari è un’istituzione: è lo scrittore che più di tutti ha saputo parlare ai bambini con delicatezza, ironia e profondo rispetto.

Proprio per questo tutti i suoi lavori, nessuno escluso, piacciono anche ai grandi: nei quali provocano una sorta di tenerezza mista a una certa dose di nostalgia per un periodo della vita in cui si poteva vivere a pane e fantasia.

Ed è proprio questo il tema della poesia che vi proponiamo.

Il poeta dopo aver descritto il fantastico paese degli alberi di Natale dove le vetrine dei negozi sono senza vetro per permettere a tutti di prendere il proprio regalo e gli alberi della foresta sono tutti illuminati, conclude con una domanda: è davvero importante sapere se questo paese è solo frutto della fantasia?

O forse è più importante conservare un posto della mente dove è possibile immaginare la sua esistenza? Perché se esiste dentro di noi, vuol dire che esisterà.

Il paese degli Alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

L.T.

 

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