#Quarantenaresiliente: come sconfiggere le Fake News

Come diventare artista della vita

#Quarantenaresiliente: come sconfiggere le Fake News

Se c’è qualcosa che sta pullulando in questo periodo oltre l’ansia e il Covid-19, è il diffondersi indiscriminato di Fake News.

Fake News che da un lato sono portatrici di ulteriori ansie e dall’altro ci danno la sensazione di riuscire a comprendere quello che ci sta accadendo. Ma che comunque restano quello che tradotto in italiano significa il loro nome: notizie false.

Forse vi sembrerà strano che ve ne parli sul Salotto della Resilienza Creativa, ma la verità è che credo che le fake news siano estremamente creative.

Se ci pensate, infatti, sembrano i soggetti perfetti per meravigliosi film di fantascienza che ci terrebbero incollati per tre ore allo schermo.

Sono l’opera di persone che sulle cose hanno riflettuto e hanno anche avuto la voglia di mettere per iscritto le conclusioni tratte. Il problema sorge quando queste conclusioni creative e soggettive vengono fatte passare per verità scientifiche e storiche che, la maggior parte delle volte, ci vengono nascoste dai “poteri forti”.

Ma andiamo per gradi e partiamo dall’inizio.

Perché nascono le Fake News?

Le Fake News nascono da un bisogno primario dell’essere umano di trovare delle risposte a degli eventi che lo sovrastano e lo fanno sentire inerme.

Più l’individuo si trova spiazzato dagli eventi, più le Fake News si diffondono. Se ci pensate, infatti, non capita quasi mai che una notizia falsa e virale riguardi il modo di tagliare la cipolla o di dare l’acqua alle piante.

E se prima il ruolo di Fonte Autorevole di Risposte Assolute era affidato alla Religione, adesso la faccenda si fa molto più complicata.

L’allontanamento dalla Fede, infatti, lascia gli uomini da un lato spauriti senza la possibilità di appigliarsi a un qualcosa di più grande, dall’altro alle prese con una mania di grandezza che li porta a pensare di poter controllare tutto.

E in effetti alla Fede religiosa, si è sostituita la Fede nella Scienza.

I nodi al pettine arrivano quando la Scienza ( quella cosa meravigliosa di cui l’Uomo ha il controllo) inizia a dare delle risposte che non ci piacciono.

Se la Scienza osa dimostrare che il sistema in cui viviamo non funziona e che l’uomo in confronto alla potenza della Natura è una formica, ecco che nascono le Fake News.

In questo modo l’essere umano riprende il controllo della situazione e per quanto le risposte che trova siano spaventose, lo sono sicuramente di meno del sentirsi un pulviscolo all’interno di un meccanismo molto più grande e inappellabile.

Perché crediamo alle Fake News?

Il grande guaio delle Fake News è che partono da notizie vere e che molto spesso quelli che le hanno ideate credono veramente in quello che dicono.

Ci sono anche Fake News messe in giro con la consapevolezza della loro falsità, ma quelle per fortuna sono facilmente decriptabili perché affermano con tale spavalderia il falso che basta una sola occhiata o una veloce ricerca su Internet per capirlo.

Tipo quando fanno passare la foto di una Attrice Americana per quella della sorella di un Politico, o quando dicono che A era a B, quando è comprovato che A era a C.

Queste ultime sono semplicemente atti di cattiveria che l’uomo attua con degli scopi ben precisi e che, in sostanza, dimostrano una volta di più quanto sia vera l’affermazione “Homo homini lupus”.

Oggi, però, ci concentreremo su un tipo più articolato di Fake News: quella che mescola in uno shaker dati reali e deduzioni errate e approda quasi sempre a tesi complottiste dove i “Poteri Forti” vogliono ucciderci tutti.

Che detta così sembra anche questa di semplice decriptazione, ma purtroppo non è così.

Perché?

Innanzitutto perché risponde al bisogno ormai primario di avere il controllo della situazione.

Faccio un esempio: nel caso in cui un’emergenza come quella del Coronavirus ci costringa a confrontarci con i nostri limiti umani ( e con limiti umani intendo anche il nostro essere mortali) è immediato il bisogno di trovare dei colpevoli su cui riversare tutta la nostra frustrazione.

Identificare dei cattivi a cui dare la colpa è, infatti, da un lato molto gratificante, dall’altro ci solleva da ogni forma di responsabilità.

E in più quei Cattivi sono Uomini come noi, semplicemente più ricchi e potenti il che per la nostra autostima è assolutamente confortante.

Non è la Natura a ribellarsi al gioco sotto cui l’abbiamo posta, ma sono i “Poteri Forti” che vogliono trarre profitto dalle vite di tanti innocenti.

Se ci pensate è proprio una liberazione lasciarsi cullare da questa illusione: è vero che da un lato è angosciante pensare che qualcuno voglia la nostra morte, ma è anche vero che dall’altro ci lascia la speranza di potere un giorno sconfiggere i Cattivi e riportare la pace sulla Terra.

Le Fake News ci prendono alla pancia. Crediamo loro per impulso, non perché ci abbiamo riflettuto sopra.

Sono scritte in modo che siano comprensibili per tutti e diventano virali quando la popolazione inizia a entrare nel panico.

E la definizione di Panico sul vocabolario Treccani è la seguente:

1. reazione improvvisa che impedisce qualsiasi movimento o azione‖ sbigottimento, smarrimento.

2. (estens.) tensione collettiva provocata dal diffondersi di notizie inquietanti: il p. s’è diffuso tra la popolazione.

In sostanza più siamo smarriti dalla situazione, più smettiamo di riflettere e più siamo portati a credere a una notizia “confortante”, seppur falsa. Soprattutto se quella notizia, come dicevo prima, mescola dati reali, coincidenze casuali e deduzioni soggettive piuttosto arzigogolate.

Non a caso credere a teorie complottiste ci fa sentire più intelligenti degli altri, perché noi abbiamo veramente capito “cosa c’è sotto”.

In più abbiamo un’intera letteratura di film, libri e articoli che ci raccontano come delle persone con una marcia in più rispetto agli altri svelino dei segreti di stato inconfessabili e sventino complotti nei confronti della popolazione.

Il problema è che ci si dimentica che alcuni di questi esempi erano fiction e i restanti erano delle eccezioni rispetto alla norma. E che soprattutto avevano fior di prove scientifiche, sociali e storiche a sostenerli.

Come facciamo a individuare una Fake News?

La prima risposta è la più scontata, ma anche quella che piacerà di meno (soprattutto alle giovani generazioni) : studiando.

Più siamo istruiti, più sappiamo sia di storia che di scienza più saremo capaci di comprendere la realtà che ci circonda e, di conseguenza, capire se una notizia è vera o no.

Fatta questa premessa, un altro modo per individuare una Fake News è fare una ricerca su internet con le parole chiavi.

Se vedete che è condivisa su altri siti autorevoli (tipo testate giornalistiche di argomento scientifico o quotidiani nazionali) è probabile che la notizia che avete letto sia vera.

In ogni caso, dato che la fiducia non deve essere mai troppa, non fermatevi a leggere i titoli sul motore di ricerca, ma aprite l’articolo e leggete il suo contenuto. Troppe volte, infatti, le persone si lasciano traviare da titoli clickbait e pensano di aver capito tutto senza , invece, essersi informate abbastanza.

E mi dispiace dirlo, ma ragazzi nel 2020 questa superficialità non è accettabile.

Potevo, forse, capire quando per cercare una cosa bisognava andare in biblioteca e cercare in volumi grandi quanto una confezione di Dash in polvere. Adesso basta un click e un mondo di informazioni è alla nostra portata.

Una volta aperto il link, c’è un’ulteriore azione da fare per comprendere se si tratta di una Fake News o no. E questo lo dico perché non sono pochi i casi in cui anche alcune testate giornalistiche, volutamente o meno, prendono degli abbagli.

Fare caso al linguaggio.

Come abbiamo detto, le Fake News parlano alla pancia e proprio per questo usano un linguaggio adatto a scatenare i nostri impulsi.

Fate caso ai verbi, agli aggettivi utilizzati: più sono espressivi, più stimolano un approccio soggettivo alla materia trattata, più è probabile che nascondano un qualche inganno.

È facilissimo distorcere una notizia aggiungendo un aggettivo qua e là e, di conseguenza, è altrettanto facile fare passare una notizia finta per vera.

Prendiamo in esame una frase che in questi giorni gira parecchio:

CI HANNO FATTO CREDERE CHE IL COVID-19 (alias corona-virus) E’ STATA COLPA DI UN PIPISTRELLO!!! ECCO UNA POSSIBILE VERITA’.

Già una frase che inizia con “ci hanno fatto credere”, puzza di marcio lontano un miglio: divide immediatamente il mondo in Buoni e Cattivi e, per ovvie ragioni, noi interpretiamo i buoni.

Ma continuiamo trovando subito un’ulteriore falla nella parentesi dopo Covid-19 che precisa che si tratta del Coronavirus, quando in realtà Covid-19 è il nome della malattia e non quella del virus che si chiama SARS-CoV-2.

Uno sbaglio, una svista, un utilizzo della sineddoche assolutamente fuori contesto?

Sicuramente anche solo il fatto che si tratti di una svista ci dovrebbe convincere come il contenuto sia poco affidabile perché non conosco nessuno scienziato che non pesi ogni minima e santa parola che scrive in un trattato scientifico.

E’ STATA COLPA DI UN PIPISTRELLO.

Questo è l’unico dato vagamente reale della frase e che, in effetti, è il titolo che ha troneggiato su varie testate per un po’ di settimane.

Il suo unico problema è l’inesattezza dovuta a una volontà sensazionalistica dei mezzi di informazione che spesso, nell’ardua lotta per avere più lettori, dimenticano l’importanza del loro lavoro.

Scrivere ” Si è scoperto che  SARS-CoV-2 nasce dal salto di specie rispetto a virus presenti nei Pipistrelli ” è sicuramente meno affascinante di dare la “Colpa al pipistrello”.

Un po’ perché in situazioni di emergenza è normale cercare un colpevole, un po’ perché quasi nessuno sa cosa significhi “salto di specie” e il non sapere più che incuriosire, spesso ha un effetto respingente.

Ma il tocco di classe della frase si raggiunge sul finale: ECCO UNA POSSIBILE VERITA’!

L’aggettivo “possibile” sottintende che quella verità è probabile, ma non certa. E di conseguenza apre agli occhi del lettore un mondo di considerazioni soggettive che si sente legittimato a chiamare verità.

E non solo. Perché il bello di una verità possibile è che non ci sono modi per dimostrarne la non veridicità: il nulla non può essere dimostrato, né disconfermato.

La cosa grave e imperdonabile è proprio questa: il nulla.

Le Fake News ci portano a costruirci delle certezze intorno a dei castelli di carta e, quando questi cadranno, ci lasceranno completamente impreparati ad affrontare gli eventi.

Per questo è sinonimo di Resilienza imparare a individuarle e, in questo modo, sconfiggerle.

Laura Tedesco

Un ringraziamento a Bufale.net per il servizio svolto alla comunità.

Approfondimento:

Qui Alessandra ci racconta perchè crediamo alle Teorie Complottiste.

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