Let’s Talk | Dalla Colpa alla Responsabilità

Come diventare artista della vita

Let’s Talk | Dalla Colpa alla Responsabilità

Uno dei temi caldi che trasversalmente sta impegnando l’opinione pubblica è sicuramente il concetto di “Responsabilità”, individuale e collettiva, che spesso confusa con il concetto di “Colpa”.

Nel colpevolizzare e/o nel sentirsi in colpa tuttavia non c’è un cambiamento proattivo, ma una mera punizione.

Nella colpa si penalizza, nella responsabilità si impara.
Nella colpa è sottesa la sconfitta dell’individuo, nella responsabilità c’è un apprendimento dall’esperienza e un conquistato senso di autoefficacia.

Ma da dove nasce la Colpa? E come si diventa Responsabili?

Ce ne parlano Alessandra e Valentina in questo video della serie “Let’s Talk, parliamone”.

In questo appuntamento le nostre Salottieri insieme alle amiche e agli amici del Salotto si sono confrontate sulle differenze tra Colpa e Responsabilità per poi entrare nello specifico e individuare i tratti distintivi della Responsabilità.

La Responsabilità è stata esplorata a livello sociale e individuale, trattando anche quei fenomeni di iper-responsabilizzazione presenti a partire dalla più tenera età.

Cos’è invece che ci porta ad assumerci o meno le responsabilità? Gli studi di psicologia sociale hanno indagato questo fenomeno e condotto degli esperimenti in proposito a partire dal famoso caso di Kitty Genovese. Da questi è nato il costrutto di “Effetto Spettatore” o “Bystander Effect”. Qui potete leggere l’articolo sull’argomento.


Abbiamo esplorato poi la Colpa, e il senso di Colpa, la sua origine storico-culturale e le drammatiche conseguenze che ha sul nostro senso di autoefficacia e del farci sentire inermi di fronte le situazioni e meritevoli di punizione.

Infine abbiamo concluso chiedendoci come essere Responsabili, quali sono i requisiti e anche i pericoli che si celano dietro la responsabilità terminando così con l’immagine suggerita da Valentina del Gohonzon che rappresenta la nostra persona, la cura e l’attenzione che dobbiamo prestare verso noi stessi e il nostro fiorire.

“Quello che è fondamentale nella pratica buddista è la recitazione del Daimoku e di Gongyo, ma offrire con sincerità acqua, piante verdi, incenso e candele dimostrano l’apprezzamento che manifestiamo verso la nostra vita e di conseguenza anche i benefici che ne trarremo saranno maggiori. Ma ciò non significa che se una persona non offre candele o piante verdi non otterrà benefici. Se in casa ci sono dei bambini o se candele e incenso possono rappresentare un problema, cercate una soluzione con buon senso. Il punto fondamentale è nutrire nel proprio cuore il desiderio di avere cura del Gohonzon, tenendo pulito l’ambiente in cui esso è ospitato.

Come dicono in filosofia il curare la nostra fioritura personale.

E qui anche il Podcast! Per ascoltare l’episodio ovunque voi siate!

Alessandra Notaro e Valentina Freni

 

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