Dall’unione nasce il nuovo: Richard Wright e i Pink Floyd

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Dall’unione nasce il nuovo: Richard Wright e i Pink Floyd

L’unica distinzione in musica che si può fare è tra buona musica e cattiva musica. Mentre, al contrario di quel che si crede, gli abbracci avvenuti tra musica classica e musica moderna sono sempre stati fecondi.

Certamente i Pink Floyd sono tra quelli che maggiormente hanno sperimentato sulla via di queste sonorità cangianti, complice anche la profonda preparazione musicale di base di questi musicisti.

Uno degli esempi più straordinari di questa mescolanza è la piece strumentale di Ric Wright Sysyphus, contenuta nel capolavoro Ummagamma del 1969.

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Sysyphus è  divisa in movimenti, come appunto una sonata o una sinfonia. In questo caso sono quattro e Richard Wright vi immette  musica classica ed avanguardia, che sono appunto le sue passioni più grandi.



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La cupa e maestosa apertura sinfonica conduce ad una sonata di pianismo romantico, che alterna atmosfera ed improvvisazione; la terza sezione prosegue decisamente verso quest’ultima direzione, esasperando le dissonanze pianistiche e, infine, un pezzo da camera per sole percussioni introduce il finale sospeso con l’incursione in crescendo di suoni che attingono a un misterioso mondo animale.

La suite, che vuole essere un omaggio al compositore contemporaneo Karlheinz Stockhausen, si conclude con la ripresa del tema iniziale, rispettando l’impostazione ciclica appunto della musica classica.

Non ci resta che ascoltare e immergerci nella musica.

E a proposito di Wright che non tutti conoscono, mi fa piacere condividere con voi le parole di David Gilmour:

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Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico.Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd,il contributo enorme di Rick è stato spesso trascurato.Era gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali,magiche componenti del nostro riconoscibile sound.Non ho mai suonato con nessuno come lui.L’armonia delle nostre voci e la nostra telepatia musicale sono sbocciate nel 1971 in Echoes.A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime.

Laura De Santis



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