Racconti di strada – La meccanica, un sorriso è già una storia meravigliosa

Come diventare artista della vita

Racconti di strada – La meccanica, un sorriso è già una storia meravigliosa

Cosa sono i racconti di strada? Sono brevi attimi di vita metropolitana carpiti con uno sguardo lanciato un po’ più in là della schermata dell’Iphone; storie vere inventate a partire da un sorriso o una risata; visioni improvvise che illuminano le mie giornate piene di autobus, metro e lunghe camminate a piedi.

La meccanica vicino casa mia è proprio una forza della natura. E’ quella che, mentre esce fuori da sotto una macchina, ha il trucco perfetto e 10 anelli alle dita delle mani. E’ quella che non ha paura di essere investita e si sdraia in mezzo alla strada per controllare i motori dalla giusta prospettiva. Ed è anche quella con più macchine posteggiate fuori dall’officina in attesa del suo tocco magico, il che spiegherebbe il perché si sdrai in mezzo alla strada: ci sono almeno quattro macchine in doppia fila che attendono di essere aggiustate.

La meccanica è particolarmente loquace e non esita a esprimere la sua opinione con voce alta e sguardo dritto al punto.

“Se tuo figlio non sa cosa fare, mandalo al militare e vedi che in due anni lo rimettono in riga!” le ho sentito dire un giorno di luglio in cui tutto il resto degli abitanti del pianeta Roma era troppo stremato per mettere insieme anche solo due sillabe, figuriamoci per dare consigli sull’educazione! Ma la meccanica no! Lei era presente a se stessa ed era in grado di dare ulteriori spiegazioni a sostegno della sua tesi e, in effetti, il padre del figlio era rimasto ad ascoltarla ipnotizzato, non osando ribattere in nessun modo.

In tutto questo lei aveva avuto anche il tempo di proporre a una coppia una Smart in vendita, alzare il cofano di una vecchia Peugeot e controllare che le sue parole andassero a segno.

La meccanica è anche stata un meccanico in passato.  A  quanto pare si chiamava Pino mentre adesso il suo nome è Beatrice, ad ogni modo per gli appassionati di Rally rimane sempre e solo “Girello”.

Ma devo dire che il fatto che Beatrice sia stata Pino è una sola delle mille sfaccettature che mi hanno fatto venire voglia di raccontare la sua storia. In realtà all’origine di tutto c’è semplicemente il sorriso gentile che mi rivolge tutte le volte che mi vede passare davanti alla sua officina. E un sorriso è già un meraviglioso racconto.

N.B. La storia di Beatrice è raccontata in maniera più dettagliata nel film documentario “Fuoristrada” di Elisa Amoruso, cosa che ho scoperto un giorno di pioggia vedendo la locandina del film affissa in una delle pareti dell’officina.

L.T.

 

 

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