Scegliere il nulla. Nichilismo e radicalizzazione.

Come diventare artista della vita

Scegliere il nulla. Nichilismo e radicalizzazione.

“Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina”.

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Una scena del film Trainspotting

A Mark, quello che è una vita comune, fa schifo.
Non trova motivi per cui dovrebbe sacrificarsi o quanto meno impegnarsi.
Mark è un nichilista, non pensa che il suo vivere abbia uno scopo o un valore etico.
Mark non cerca ragioni, ha la sua eroina
Questo è Trainspotting, un film del 1996 tratto da un libro di Irvine Welsh.

Mark potrebbe essere in mezzo a noi? Ci sono dei Mark attualmente?
Forse non si dedicano più all’eroina. Forse hanno trovato un’altra strada, un altro modo per partecipare alla realtà.

Si, ci sono altri Mark, ma non si chiamano così.
Si chiamano Mohamed, si chiamano Maria Giulia, si chiamano François e sono nati e cresciuti in Europa.

Phillips

Sean Phillips, Lovecraft, 2012

Oliver Roy, politologo e orientalista francese, conosce bene questi Mark, ne ha fatto un ritratto su un articolo apparso lo scorso novembre su Le Monde e ripreso da Internazionale.

Il nichilismo che contraddistingue questi ragazzi li ha portati ed estremizzarsi e radicalizzarsi. Vogliono una rivolta generazionale contro la società, vogliono essere antagonisti, vogliono lasciare una traccia della loro rabbia. Allora abbracciano l’unica proposta estremista presente: la jihad.

 

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Illustrazione tratta da Persepolis- Marjane Satrapi

Ci sono quelli che si convertono, rendendo l’Islam radicalizzato e ci sono quelli che invece “rompono” con l’Islam moderato dei genitori e abbracciano una visione estrema e sanguinaria.
La radicalizzazione offre la risposta che genitori e ambiente sociale non hanno saputo dare.

Nella vita sociale si compie costantemente il tentativo di soddisfare il bisogno di certezze.
Non avere certezze sui propri valori, sul proprio ruolo sociale è una sensazione negativa e si lega profondamente alla sensazione di perdere il controllo sulla propria esistenza.

La radicalizzazione dà fiducia, da senso di onnipotenza, dà senso forza.
Riflettere sulla propria morte come un atto di forza e potenza contro tutto ciò che si schifa.
Questo affascina i giovani nichilisti.
Non hanno più l’eroina, non hanno più i totalitarismi, non hanno più la corrente anarchica, non rimane che la jihad.

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Illustrazione tratta da Persepolis- Marjane Satrapi 2000

Come dice Roy “I terroristi non sono l’espressione di una radicalizzazione della popolazione musulmana, ma il prodotto di una rivolta generazionale che coinvolge una categoria precisa di giovani”.


Non possiamo dire se ci possano essere antidoti efficaci per chi è già radicalizzato: è difficile trovare una cura. Sicuramente, però, possiamo vegliare su chi ancora sta crescendo, offrire una via diversa, più sana e più umana. Possiamo offrire gli strumenti per rifiutare il nichilismo.
L’educazione può salvarci.

 

 

Valentina Freni

 

Il Trailer di Trainspotting



Bibliografia
Oliver Roy, La Paura dell’Islam: conversazioni con Nicolas Troung, Corriere della Sera Ebook 2016.
Oliver Roy, L’Islam è un pretesto, Internazionale 27 novembre 2015.
Alberto Voci, Processi psicosociali nei gruppi, Laterza 2003.

 

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