Il Libro non ti mangerà. Come far amare la scuola ai vostri bambini.

Come diventare artista della vita

Il Libro non ti mangerà. Come far amare la scuola ai vostri bambini.

Se state leggendo queste righe siete sopravvissuti.  No, non a una guerra nucleare. No, non è un’apocalisse zombie stile The Walking Dead. Siete sopravvissuti al primo giorno di scuola dei vostri bambini.

Cari Genitori siete ancora terrorizzati? Vi immagino ai cancelli della scuola mentre ansiosi come non mai aspettate il suono della campanella e intanto pensate “Ma che combinerà?”, “Sarà un bravo studente”, “Ascolterà la maestra?”.

Cari genitori niente paura, una chiave per aprire i cancelli della riuscita scolastica esiste!
Si chiama Passione!

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Quando qualcosa ci piace molto, succede di vivere una situazione nella quale siamo completamente assorbiti, coinvolti e appagati. Siamo spinti verso quella attività per il piacere di farla, vogliamo riviverla.

Gli psicologi parlano di questa spinta definendola motivazione intrinseca. Più siamo intrinsecamente motivati, più è probabile che faremo l’attività.

“Sappiamo cosa è necessario, ma non come sia possibile averlo” mi potreste rispondere.
Cari Genitori per trasformare lo studio da un duello all’ultimo a sangue a un piacevole compito, collegatelo agli interessi e ai desideri dei bambini.

Gli piacciono i principi e i cavalieri, non fate vedere il cartone di Re Artù, ma leggete le storie della tavola rotonda. Quando un compito, anche uno dei più noiosi, si collega agli scopi e alle passioni del bambino sarà fortemente motivato. Allora potrebbe incuriosirsi alla lettura.

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“Quanto potrebbe cambiare la motivazione di un alunno di prima elementare a imparare i suoni delle parole se l’insegnante, sapendo che il bambino ha una vera passione per i dinosauri, gli desse il compito di impararne a pronunciarne i nomi” (Belsky,2009).

Oppure pensate al professore che ha tradotto in latino la hit estiva “Andiamo a comandare” e ne ha fatto una versione per i suoi allievi, quanto saranno stati più invogliati a svolgere la noiosa versione di latino.

E non dimenticate che i bambini sono svegli, hanno bisogno di autonomia. Più un compito dà la possibilità di scegliere come fare il proprio lavoro, più il bambino avrà voglia di fare.

Amare la scuola si può, usando la fantasia e stimolando l’indipendenza. E ricordate ai bambini che i libri aperti non hanno dentini pronti ad azzannare le loro manine.

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Volete immaginare ironicamente come sia andato il primo giorno di scuola dei vostri bambini?
Il fumettista Sio e Elio e le Storie Tese hanno provato a immaginarlo. Non preoccupatevi per i piccoli allievi, molto prima di voi hanno capito che non questa gran cosa complicata.

Valentina Freni

Bibliografia
Belsky Janet, Psicologia dello sviluppo, 2009.
Berti Anna Emilia, Anna Silvia Bombi, Corso di Psicologia dello sviluppo, 2005.

Sitografia
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_settembre_19/a-como-professore-latino-che-fa-tradurre-rap-studenti-08a4843e-7ddf-11e6-a52b-23618613e7e7.shtml

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