Chi è Greta Gerwig? Una regista da Oscar (forse)!

Come diventare artista della vita

Chi è Greta Gerwig? Una regista da Oscar (forse)!

Candidata come miglior regista ai premi Oscar 2018 per  “Lady Bird”, la Gerwig ha fatto la storia dell’Accademy: è la quinta donna a ricevere la candidatura e la prima in assoluto a riceverla per il suo film di debutto alla regia. Se, alla luce di tutti questi primati, vi state chiedendo chi sia e da dove sia arrivata, siete nel posto giusto per scoprirlo.

Noi del Salotto conosciamo Greta Gerwig da un bel po’ e nel 2016 le nostre Cinestoppiste avevano recensito un film scritto e interpretato  da lei e diretto da Noah Baumbach, Mistress America. Come vedrete se cliccherete nel link, il film non ci aveva fatto impazzire ma ne avevamo notato una certa originalità di sguardo che in qualche modo ci aveva toccato: per una volta la storia di una trentenne single non era trattata in stile Sex and The City e questo ci aveva fatto piacere.

Detto ciò, pur seguendo il percorso di Lady Bird e felicitandomi del successo di una donna regista, non avevo pensato di dedicarle un articolo. Se non che ieri sera, poco prima di addormentarmi, mi sono imbattuta in un’intervista a Saoirse Ronan in cui la giovane attrice (altra vecchia amica del Salotto) diceva:

Fare le conferenze stampa con Greta, sentirla parlare delle sue esperienze come regista, mi ha fatto pensare: “Mi piacerebbe provarci anch’io. Mi piacerebbe a un certo punto dirigere un piccolo film. Vorrei diventare un’attrice che poi in parallelo fa la regista”. Ma perché non posso pensare che diventerò una grande regista? Ci sono un sacco di donne che pensano che in un mestiere come quello, in cui bisogna essere estremamente autoritari, le donne non potranno mai arrivare lontano. È solo guardando lei che ho cambiato prospettiva su dove posso arrivare. E dire che mi sono sempre considerata una persona sicura di me stessa.*

Le sue parole, soprattutto il concetto che Greta le avesse aperto nuove prospettive lavorative, mi hanno convinta che fosse il caso di accogliere la storia di questa regista nel Salotto: non sia mai che qualcuno leggendola potesse iniziare a pensare che una donna può scegliersi il lavoro che preferisce!

Allora ecco qui per voi qualche info sulla vita di Greta Gerwig.

Sebbene abbia iniziato la sua carriera con ambizioni da sceneggiatrice, Greta ha presto raggiunto la fama come una delle più importanti attrici nei film “mumblecore”. Se vi state chiedendo cosa diavolo siano i film “mumblecore”, state tranquilli: non siete degli ignoranti, perché si tratta di una corrente di cinema indipendente che esiste solo in America. Per capire di che genere si tratti pensate di mixare a costo zero Friends e Will & Grace con i film del buon vecchio John Cassavetes: il risultato sarà appunto il mumblecore, dove il mumble altro non è che il suono onomatopeico del pensare. Vi ricordate la nuvoletta dei fumetti dove “mumble mumble” indica il rimuginare dei personaggi su qualcosa? Ecco si tratta esattamente di questo!

Ma tornando alla Gerwig, quali sono i dati concreti e certi che possiamo rivelare sulla sua vita?

È la primogenita di Gordon e Christine, rispettivamente un promoter finanziario e un’infermiera in pensione. Da bambina, era una studentessa diligente con una vena ossessiva: la sua prima passione era la danza; più tardi, sarebbe diventata abile nella scherma.
“Adoravo il balletto”, dice Gerwig in un intervista. “Ho sempre saputo che non ero più dotata di chiunque altro studiasse danza, non ero abbastanza ruotata, i miei piedi non erano del tutto corretti, ma ho lavorato più duramente di chiunque altro e penso che sia qualcosa che ho mantenuto, non c’è niente che possa sostituirsi al duro lavoro “.

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A scuola Gerwig ha recitato un po’, ma la faccenda è diventata più seria al college. Greta si vedeva come una persona che avrebbe fatto per sempre teatro, ma quando è stata rifiutata dai programmi di laurea in drammaturgia, non si è arresa e ha iniziato a lavorare sui film con i suoi amici. Questi progetti no-budget sono diventati famosi in circoli artistici, hipster e poi hanno iniziato a farsi conoscere fuori da questi ambienti, dove furono per la prima volta chiamati mumblecore in maniera piuttosto derisoria; erano dei film di cui era stato abbozzato il soggetto, ma che non erano stati sceneggiati, e i cui artefici erano stati coinvolti in ogni aspetto della produzione.

“Sono diventati una specie di scuola di cinema improvvisata per me”, dice Gerwig, riferendosi a LOL (2006), Hannah Takes the Stairs (2007) e Nights and Weekends (2008), che ha realizzato con Joe Swanberg. “Quando sono andato in pre-produzione per Lady Bird, lavoravo nel cinema con ruoli diversi da 10 anni, soprattutto per i primi piccoli perché era una situazione a portata di mano. Se non stavi facendo qualcosa davanti alla macchina da presa, allora eri tu che stavi tenendo la macchina da presa”.

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E sono proprio questi piccoli film che l’ hanno condotta in modo indiretto alla svolta decisiva. Swanberg conosceva il regista Noah Baumbach, il quale l’ha poi scelta nel suo film del 2010 Greenberg, al fianco di Ben Stiller. Il film ha ricevuto recensioni contrastanti, ma la performance di Gerwig ha catturato molti sguardi. Il critico del New York Times,  A.O. Scott, ha descritto il suo stile come un metodo senza metodo. “La signora Gerwig”, scrisse, “molto probabilmente senza l’intenzione di essere qualcosa del genere, potrebbe benissimo essere l’attrice cinematografica definitiva della sua generazione, un giudizio che offro in tutta sincerità e con una certa ambivalenza”.

Ma girare Greenberg  ha cambiato la sua vita anche a un livello più personale: infatti, dopo aver finito le riprese, Gerwig e Baumbach hanno cominciato a frequentarsi, all’inizio tenendo la cosa piuttosto nascosta, poi sempre più apertamente. Anche se Greta, nelle interviste, continua a chiamarlo “Noah Baumbach” o “Baumbach”, il che suggerisce  che mantengono il loro lavoro e le loro vite private ben distinte.

Ben presto hanno iniziato a collaborare nella scrittura delle sceneggiature e il loro primo film è stato nel 2012 Frances Ha, una commedia in bianco e nero su una ballerina, Frances (Gerwig), che non sembra completamente tagliata per vivere nel mondo reale.

 

Nel 2015 la produzione dei due è continuata con Mistress America di cui parlavamo all’inizio di questo articolo e che ha un’atmosfera simile: Gerwig interpreta Brooke, che ha un milione di idee creative e una capacità bassissima di concretizzarle.

La scrittura di Gerwig, prima con Baumbach e ora da sola, ha un tono naturalistico che è divertente senza fare battute, straziante senza essere sdolcinato, altamente specifico e tuttavia estremamente universale. Il suo modo di scrivere è così particolare e attento al “come suona il dialogo”  – la “musica” del discorso – che in Lady Bird non c’è una sola battuta improvvisata, nemmeno un “mi piace” o “sai”.

Ed è proprio con Lady Bird che oltre a rischiare l’Oscar per il Miglior Film e quello per il Miglior Regia, la Gerwig rischia anche di vincere quello per la Miglior Sceneggiatura originale. Direi che come debutto alla regia non è proprio niente male!

E sapete come ha reagito quando ha scoperto che il suo primo film come regista aveva ottenuto cinque nomination agli Oscar?

«Cosa ho fatto? Semplice, ho cominciato a piangere e a ridere».

In fondo, come tutti quelli della sua generazione, sospetto che la Gerwig sappia riconoscere l’estrema ambivalenza della vita che da un lato ci fa piangere e dall’altro ci regala risate inaspettate.

L.T.

* Se volete leggere l’intera intervista di Saoirse Ronan, cliccate qui.

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Lo stravagante mondo di Greenberg

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Lady Bird

 

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