Calendario dei Sentimenti| Quando l’Amore fa danzare

Come diventare artista della vita

Calendario dei Sentimenti| Quando l’Amore fa danzare

La danza da sempre ha dato voce ai sentimenti dei personaggi delle storie d’amore a noi più care toccando corde profonde dell’animo umano. E quale può essere il sentimento per eccellenza che ha mosso gli artisti dando vita alle più famose opere e coreografie se non l’Amore e il caleidoscopio delle emozioni che da essa ne derivano?

Ancor prima che l’espressione corporea venga codificata in un codice predefinito, un istinto primordiale ci spinge fin dalla più tenera età ad accompagnare la musica con gesti e movimenti ritmati. Le emozioni infatti non sono solo sensazioni e percerzioni, ma si esprimono fisicamente, sono incarnate.

Non solo siamo naturalmente predisposti a ballare fin da piccoli, ma ci piace anche vedere gli altri ballare. Quando guardiamo dei bravi ballerini, siamo da essi trasportati e viviamo con loro le emozioni che pervadono il balletto.

Tuttavia i balletti della danza classica raccontano tutte storie struggenti e strazianti.

Ci innamoriamo delle storie strazianti perché guardare storie infelici in realtà promuove sentimenti felici. Le emozioni negative ci fanno pensare ed entrare in empatia, e leggere o guardare tragedie immaginarie fa sì che il nostro cervello rilasci l’ossitocina (quell’ormone del benessere).

Si è persino pensato che guardare scene tristi o emotive con gli altri possa far “sincronizzare” il cervello degli spettatori, suscitando sentimenti di armonia.

I balletti delle opere classiche raccontano tutte storie struggenti e tragiche. Sorge spontanea la domanda, forse gli esseri umani preferiscono le tragedie?
Ci innamoriamo delle storie strazianti perché guardare storie infelici in realtà promuove sentimenti felici. Le emozioni negative ci spingono a riflettere e ad entrare in empatia con i personaggi. Leggere o guardare tragedie fa sì che il nostro cervello rilasci l’ossitocina (quell’ormone del benessere).

E’ possibile anche che guardare scene tristi o emotive con gli altri possa far “sincronizzare” il cervello degli spettatori, suscitando sentimenti di solidarietà e armonia.

Non solo la danza classica, ma anche i coreografi contemporanei hanno esplorato le sonorità del cuore dando “voce” e corpo a questo sentimento.
Guardando i corpi danzare riviviamo le emozioni di una storia d’amore con tutte le sue complessità.

L’inizio dell’Amore

Sempre un po’ osteggiato come abbiamo raccontato in questo articolo, non possiamo citare il balletto con musica di Prokofiev della più famosa storia d’amore.

L’incredibile adattamento di Kenneth MacMillan dell’iconica rappresentazione di William Shakespeare merita il suo posto in cima a qualsiasi elenco di balletti di San Valentino e sull’amore in generale, tale è il fascino (forse) della più grande storia d’amore mai raccontata.

Un coreografo minore potrebbe avere difficoltà a confrontarsi con la passione e il lirismo della scrittura del Bardo. MacMillan riesce a restituire in danza l’intensità della famosa scena al balcone trasmettendoci la vitalità e l’emozione del gioco sul cui Shakespeare aveva costruito la scena:

L’Erotismo

Mayerling è un balletto coreografato da Kenneth MacMillan su musica di Franz Liszt. Kenneth MacMillan ha ideato una complessa coreografia ispirata alle vicende che vedono protagonisti il tormentato erede al trono degli Asburgo, il principe Rodolfo (Steven McRae), e la sua amante, la baronessina diciassettenne Maria Vetsera (Sarah Lamb). Fin dall’inizio del balletto, allo sfarzo della corte austroungarica si contrappone un sottofondo di intrighi amorosi e politici, in una storia che culmina con un tragico doppio suicidio.

C’è poco che può distogliere i pensieri del principe ereditario Rudolf dalla sua ossessione per la morte. Ma quando la giovane Mary Vetsera arriva inaspettatamente nella sua stanza durante il climax dell’atto II di Mayerling, trova una risposta a quell’ossessione in un modo che Rudolf non avrebbe mai immaginato possibile.

Quella che segue, “Bedroom pas de deux”, è un duetto esplicito di sorprendente intensità e – anche per gli standard di Kenneth MacMillan. Ispirato ad una storia vera, sembra che Mary, a soli 17 anni, abbia seguito volentieri il principe ereditario trentenne fino alla morte in un raccapricciante suicidio. Secondo MacMillan, le morbose ossessioni di Rudolf trovano piena espressione con Mary, che, sebbene ingenua, si fa poche illusioni sulla reale natura del suo desiderio. È nella camera da letto pas de deux che Rudolf arriva a capirlo.

In questo balletto Eros e Thanatos si incontrano e completano.

L’Amore tra sogno e realtà

Jerry incontra di sfuggita la donna di cui si è innamorato Lise, nella baraonda di una festa mascherata, e questo è l’addio per sempre, non devono più vedersi.

A questo punto “esplode”, sulle note di “Un americano a Parigi”, la grande sequenza finale: Jerry rivive accanto all’amata, nella fantasia di una visione onirica, tutti i passaggi della sinfonia di Gershwin, fino al travolgente finale sulla fontana della Concorde.

Qui nella versione della coreografia di Christopher Wheeldon con le musiche di George e Ira Gershwin realizzata per il New York City Ballet.

Un nuovo inizio

After the Rain è un balletto di Christopher Wheeldon per il New York City Ballet con la musica di Arvo Pärt, Tabula Rasa (primo movimento, Ludus) e Spiegel im Spiegel.

Alcuni vedono After the Rain Pas de Deux come una riflessione sul tema dell’ amore e del desiderio, mentre altri lo vedono come una rappresentazione di morte o perdita. Come ci insegna il passo a due di Mayerling i due sentimenti possono andare di pari passo.

Questo passo a due è stato elogiato per la sua sublime semplicità e allo stesso tempo per i suoi difficili passaggi. Wheeldon ama rappresentare infatti lavori che trattano temi astratti.

Il nome che è stato dato al video, “Nuovi inizi”, ben si addice al sottile gioco di compromessi di una coppia che all’inizio deve trovare la sua stabilità oppure, dopo un periodo difficile, alla ritrovata armonia in coppia. A qualcosa che finisce e trova la sua conclusione segue sempre qualcosa che inizia, così vale anche per i sentimenti.

Alessandra Notaro

 

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